19/10/2009

La tempesta dopo la quiete

Bruttissimo KO casalingo per lo Youth Team dei Briganti nella seconda giornata di campionato della Youth League. Impegnati allo stadio “Piccolo” di Cercola, già teatro delle vittorie della prima squadra durante lo scorso campionato, Silverbowl compreso, contro i Gladiatori Roma, i partenopei non riescono a ripetere la vittoria conquistata nella prima giornata contro gli Spartans Taranto e cedono con l’impressionante punteggio di 0-48 ai capitolini.
La partita comincia nel peggiore dei modi per i Briganti, che iniziano molto contratti in attacco e sono costretti a cedere immediatamente il pallone agli avversari. L’attacco dei Gladiatori, al contrario, parte dando il 200% e segna al loro primo drive, con trasformazione da 2, portando il punteggio sull’8-0. Torna l’attacco napoletano in campo, ma le cose vanno ancora peggio a causa di un brutto colpo subito dal quarterback Sean McErlane per un errore della linea d’attacco. Il numero 10 dei Briganti è costretto a uscire dal campo, lasciando il posto al secondo quarterback, Davide Percuoco, numero 8. Il primo quarto, però, non ha finito le sue brutte sorprese, poiché i Gladiatori riescono a trovare la via per la end zone napoletana altre due volte, con relative trasformazioni, chiudendo le ostilità sul 24-0.
Il secondo quarto, praticamente, non comincia neppure. Dopo un paio di minuti, infatti, il QB McErlane viene portato in ospedale per accertamenti, lasciando il campo senza ambulanza e quindi il gioco si ferma, costringendo le due squadre ad aspettarne il ritorno. Poteva essere un bene questo intervallo per gli stati d’animo dei Briganti, che vengono rincuorati ed incoraggiati dal coach Willie Robinson. Quando finalmente il gioco riprende con l’attacco in campo, però, la partita si trasforma definitivamente in un incubo. Alla prima azione, l’attacco napoletano fa fumble, lasciando il possesso del pallone agli avversari, che segnano ancora una volta. La trasformazione non riesce, ma i Gladiatori si rifanno poco dopo placcando il running back dei Briganti Veneziano nella propria end zone, compiendo quindi una safety. Le cose non migliorano, nonostante i numerosi cambi ad opera di coach Robinson. L’attacco raramente chiude un down, la difesa paga l’inesperienza di alcuni suoi elementi e lascia solo un lontano ricordo della temibile difesa della prima squadra. Incapaci di reagire, i Briganti subiscono il quinto touchdown della partita, con trasformazione, chiudendo la prima metà dell’incontro sul punteggio di 0-40.
Nell’intervallo il coach cerca di convincere i ragazzi che nulla sia ancora perso, che la partita si possa ancora recuperare. I capitani, più pessimisti, o forse solo più realisti, invitano i compagni quantomeno ad una reazione. Infuriato, il lineman Giovanni Medici chiede ai propri compagni di segnare almeno un touchdown e di non rimanere a zero. Purtroppo, le chiacchiere non portano i partenopei da nessuna parte che, dopo un terzo quarto assolutamente incolore, causa anche la minore grinta dei romani, subiscono il sesto touchdown della partita nel quarto quarto, complice un intercetto lanciato da Percuoco, che, dopo la quinta trasformazione su sei mandata a segno dai Gladiatori, fissa il punteggio sul definitivo 48-0.
Ci sarà molto di cui discutere all’interno della squadra dopo questa partita inguardabile. Coach Robinson prima di questo incontro aveva parlato ai ragazzi di come questo sarebbe stato più un incontro da giocare con la testa e con il cuore, piuttosto che con i muscoli. Purtroppo la squadra non ha recepito il messaggio, complice forse l’attesa per l’evento. Fatto sta che, esattamente come l’anno scorso quando la giovanile perse 0-16 sempre con i Gladiatori, i Briganti sono entrati in campo con una mentalità sbagliata, perdendo prima nelle loro menti che sul campo.
Si possono trarre veramente pochi dati positivi da questa partita. Alcuni singoli si sono fatti notare per non aver mai mollato, da citare i soliti De Stefano, Veneziano, Giovino e Schmutz. Altre cose positive sono arrivate dal giovane Percuoco, il secondo quarterback, che non immaginava di dover giocare praticamente tutta la partita ma che l’ha affrontata con grinta e a testa alta, mettendo in mostra alcune doti notevoli. Oltre questo, poco altro è degno di nota.
Per pochi fattori positivi, ovviamente i contraltari negativi sono molti. Per non menzionare il fatto che i Briganti probabilmente non erano pronti ad una partita fisica come questa, discorso che dovrebbe essere molto approfondito e che coinvolgerebbe i metodi di allenamento, i Briganti si sono trovati, a tre giorni dalla partita a doverla affrontare senza quello che è probabilmente il loro giocatore migliore, sicuramente quello più rappresentativo: Valerio Carafa, fermato da un infortunio alla caviglia durante l’allenamento di giovedì. Ma questo non è e non dovrà essere sicuramente un alibi per la partita inguardabile disputata da tutti gli altri giocatori. Inoltre, alcuni giocatori che dovrebbero essere leader sul campo ed aiutare i propri compagni, si sono trovati a perdere completamente la testa, vedi ad esempio Medici e Cozzolino, aggressivi solamente a palla ferma ma incapace il primo di essere decisivo come al solito, il secondo di risultare una protezione affidabile per il quarterback. Da rivedere sicuramente sono le linee di attacco e di difesa ed i linebacker. Coach Robinson potrà d’ora in poi ragionare a mente fredda e senza nulla da perdere: tra tre settimane, l’otto novembre, i Briganti riceveranno in casa gli Spartans Taranto, riscaldamento per il ritorno a Roma contro i Gladiatori una settimana dopo, dove servirà un miracolo alla squadra partenopea per qualificarsi ai playoff.

Protom S.p.A.